Il Battesimo

G. Bellini - Il battesimo di Cristo, particolare.
G. Bellini - Il battesimo di Cristo, particolare.

In tutta la storia Divina che fino ad oggi ci è pervenuta, non esiste Testo Sacro, Profezia o dichiarazione che richieda ad un bambino di essere battezzato per essere salvato. Se esistesse noi seguiremmo questa divina volontà, ma Dio non lo ha mai comandato. La Chiesa Cattolica Romana e alcune confessioni del protestantesimo classico adducono come giustificazione del pedobattesimo, il comandamento che Dio che aveva ordinato al popolo ebraico: la circoncisione dei neonati quale segno di appartenenza.

Ma come possiamo leggere nel vangelo, per battezzarsi è necessario accettare Dio e la sua volontà; Gesù era circonciso, ma si è fatto battezzare quando ha scelto di dare via al progetto che il Padre aveva sin dall'inzio dei tempi programmato.


UNA SCELTA PONDERATA DI ADERIRE AL PROGETTO DI DIO O UNA MERA FORMALITA' PER CANCELLARE UN PECCATO CHE NESSUNO  HA PERSONALMENTE COMMESSO?

La morte in croce di Yeshuah, inoltre, ha redento gli uomini, li ha liberati dagli effetti del peccato originale che era stato compiuto dai nostri progenitori Adamo ed Eva.

Il peccato originale ricade su tutta la progenie di Adamo:

"Come a causa di un uomo solo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... (Rom 5,12). 

E la condanna che Dio inflisse quale punizione al genere umano fu la morte, perché i progenitori del genere umano erano stati creati ad immagine e somiglianza di quest'ultimo e cioè eterni.

Leggiamo un brano dai "Discorsi" di Efrem il Siro (306-307 d.C.):

Il nostro Signore fu schiacciato dalla morte, ma a sua volta egli la calpestò come una strada battuta. Si sottomise spontaneamente alla morte, accettò volontariamente la morte, per distruggere quella morte, che non voleva morire. Nostro Signore infatti uscì reggendo la croce perché così volle la morte. Ma sulla croce col suo grido trasse i morti fuori dagli inferi, nonostante che la morte cercasse di opporsi. La morte lo ha ucciso nel corpo, che egli aveva assunto. Ma con le stesse armi egli trionfò sulla morte. La divinità si nascose sotto l'umanità e si avvicinò alla morte, la quale uccise e a sua volta fu uccisa. La morte uccise la vita naturale, ma venne uccisa dalla vita soprannaturale. Siccome la morte non poteva inghiottire il Verbo senza il corpo, né gli inferi accoglierlo senza la carne, egli nacque dalla Vergine, per poter scendere mediante il corpo al regno dei morti. Ma una volta giunto colà col corpo che aveva assunto, distrusse e disperse tutte le ricchezze e tutti i tesori infernali. Cristo venne da Eva, genitrice di tutti i viventi. Ella è la vigna, la cui siepe fu aperta proprio dalla morte per le mani di quella stessa Eva che doveva, per questo, gustare i frutti della morte. Eva, madre di tutti i viventi, divenne anche causa di morte per tutti i viventi. Fiorì poi Maria, nuova vite rispetto all'antica Eva, ed in lei prese dimora la nuova vita, Cristo. Avvenne allora che la morte si avvicinasse a lui per divorarlo con la sua abituale e ineluttabile sicurezza. Non si accorse, però, che nel frutto mortale, che mangiava, era nascosta la Vita. Fu questa che causò la fine della inconsapevole e incauta divoratrice. La morte lo inghiottì senza alcun timore ed egli liberò la vita e con essa la moltitudine degli uomini. Fu ben potente il figlio del falegname, che portò la sua croce sopra gli inferi che ingoiavano tutto e trasferì il genere umano nella casa della vita. Siccome poi a causa del legno il genere umano era sprofondato in questi luoghi sotterranei, sopra un legno entrò nell'abitazione della vita, in quel legno in cui era stato innestato il ramoscello dolce, perché riconosciamo colui al quale nessuna creatura è in grado di resistere. Gloria a te che della tua croce hai fatto un ponte sulla morte. Attraverso questo ponte le anime si possono trasferire dalla regione della morte a quella della vita. Gloria a te che ti sei rivestito del corpo dell'uomo mortale e lo hai trasformato in sorgente di vita per tutti i mortali. Tu ora certo vivi. Coloro che ti hanno ucciso hanno agito verso la tua vita come gli agricoltori. La seminarono come frumento nel solco profondo. Ma di là rifiorì e fece risorgere con sé tutti. Venite, offriamo il nostro amore come sacrificio grande e universale, eleviamo cantici solenni e rivolgiamo preghiere a colui che offrì la sua croce in sacrificio a Dio, per rendere ricchi tutti noi del suo inestimabile tesoro. 


La morte in croce di Yeshuah quindi ha sconfitto la "morte assoluta" del genere umano, riscattandola con il dono della Resurrezione. Nessuno dunque più nasce con la condanna del peccato originale, perché altrimenti significherebbe ammettere che la morte di Cristo in croce non sia servita a nulla.


Noi riteniamo, per i motivi sopra esposti, che Dio infonda la Luce della Sua presenza in ogni persona al momento della nascita e successivamente all'accoglimento di questa presenza da parte del fedele, costui  necessita di ufficializzare questa scelta secondo il rito del battesimo. 

Senza una precisa e sentita decisione che solo il cuore (sede della volontà) può esternare, non ci può essere verità nell'affidare la propria vita alla benevolenza del Creatore; e un infante non può certo esprimere la volontà di accettare ciò che ancora non conosce. Anche Dio fattosi uomo, Gesù, è stato battezzato da adulto e ha reso ufficiale la sua missione di salvezza all'età in cui poteva comprenderla.

In forza di queste evidenze noi asseriamo che il Battesimo può essere amministrato (per immersione come avveniva presso le prime comunità cristiane o per infusione, perché per noi Dio è talmente grande che non si interessa della forma quanto della sostanza) solamente a quelle persone che, dotate di coscienza, lo richiedano espressamente, perché sentono Dio in loro, come forma reale di appartenenza, anche se non è necessario ai fini della Salvezza.